Leonardo da Vinci a Palazzo Besta in Valtellina? No.

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La trattazione dettagliata dell'argomento si trova nella pagina precedente.

Qui propongo un veloce riepilogo dei principali motivi che portano ad escludere che Leonardo da Vinci, morto nel 1519 in Francia, possa aver affrescato attorno al 1493, come sostiene Riccardo Magnani, la
Sala della Creazione di Palazzo Besta a Teglio in Valtellina:

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1 - Lo stile di quei dipinti è assolutamente incompatibile con quello di Leonardo, l'artista infatti non ha mai dipinto (tantomeno affrescato) in quel modo né prima né dopo l'epoca indicata da Magnani. Tutti gli storici dell'arte che si sono occupati del palazzo (Mulazzani, Galletti, Gatti Perer, Coppa...) hanno datato la Sala della Creazione alla seconda metà del Cinquecento, per gli evidenti motivi stilistici e iconografici.

2 - Il planisfero di Palazzo Besta è uguale a quello di Caspar Vopel (1° edizione 1545, edizioni superstiti 1558 e 1570), nella sagoma, nelle forme geografiche, nelle diciture e perfino negli “a capo” di certe parole.

3 - Le costellazioni di palazzo Besta riproducono (ingrandite) quelle inserite nello stesso Planisfero di Vopel. Diverse costellazioni non esistevano nelle raffigurazioni stellari precedenti (manoscritto di Vienna, Heinfogel e Durer) ma si trovano solo in quelli di Vopel e di Palazzo Besta: Antinoo, la figura femminile nel fiume Eridano, i cani da caccia, l'animale sulla testa di Bootes. Neppure la Chioma di Berenice compariva nelle raffigurazioni precedenti ma si vede per la prima volta nell'emisfero boreale di Vopel. Il copista di Palazzo Besta la fa diventare un pesce con una lunga pinna sul dorso.

4 - Tutte le scene bibliche delle lunette sono tratte dalle incisioni di Bernard Salomon pubblicate in
Quadrins Historiques de la Bible, del 1554, edito in Italia col titolo Figure del Vecchio Testamento con versi toscani. Anche le scene che si trovano in altre due sale affrescate di Palazzo Besta sono tratte da libri illustrati della metà del Cinquecento: Le Metamorfosi di Ovidio (con incisioni dello stesso Salomon) e l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

5 - La scena della
Creazione di Eva nel soffitto deriva dall'incisione, con lo stesso soggetto, di Jean Mignon tratta da un disegno di Luca Penni (1547).

6 - In una lunetta compare una pannocchia di mais. Il mais venne coltivato per uso alimentare in Italia a partire dalla metà del Cinquecento, mentre le prime raffigurazioni artistiche di quella pianta si trovano nei fregi delle Logge del Vaticano e nella Loggia della Farnesina, dipinte da allievi di Raffaello attorno al 1518.

7 - Le grottesche su fondo bianco delle volte sono di un tipo che si diffuse in Italia a partire dagli anni '20 del Cinquecento, in seguito al successo di quel tipo di decorazione proposto nelle Logge Vaticane dalla scuola di Raffaello nel 1518. Nel nord Italia i primi esempi di grottesche derivate da quelle della Domus Aurea si trovano a Mantova (1523) e Padova (1534).

8 - Al di sopra del soffitto della Sala della Creazione rimangono tracce della precedente decorazione pittorica tardo-quattrocentesca (simile a quella della Casa Besta de' Gatti a Teglio), segno che la sala originale quattrocentesca è stata demolita nel secolo successivo per realizzare la nuova Sala della Creazione.

9 - Nel cortile di Palazzo Besta c'è un pozzo con la data 1536, che gli storici dell'arte hanno messo in relazione con i lavori di rinnovamento del palazzo.